24 dicembre 2006 ~ Seguici anche su Facebook ~ 1 Commento

Vivi il capodanno fra tradizione e leggenda

di Laura Losi

VIVI IL CAPODANNO FRA LA TRADIZIONE E LA LEGGENDA

Il Capodanno, ai giorni nostri l’occasione più glam della sfilza delle festività  natalizie, è la più antica festa conosciuta, e risale alla civiltà  babilonese del 2000 a.C. All’epoca cadeva in primavera, poichè alla rinascita della Natura corrispondeva l’avvento dell’anno nuovo.

Presso i Romani, con l’introduzione del calendario giuliano (46 a.C.), si iniziò a festeggiare l’inizio dell’anno il primo gennaio. Durante il Medioevo non tutti i paesi europei mantennero il calendario giuliano, così ebbe luogo una certa varietà  di Capodanni fino all’adozione del calendario gregoriano (1582) che stabilì il primo gennaio come data definitiva.

Nel corso dei secoli si sono sviluppati vari rituali, usanze e tradizioni legate a questa data. Già  i romani chiamavano strenne i ramoscelli d’alloro che si scambiavano alla festa di capodanno come augurio di felicità  (dalla dea della felicità , Strenia).

Le lenticchie, immancabili sulla tavola del cenone, sono da sempre considerate portatrici di ricchezza e abbondanza (una lenticchia corrisponderebbe ad una moneta). Lo stesso per quanto riguarda lo zampone o la carne di maiale in genere, l’uva e il melagrano. Quindi se avete speso un capitale per non far mancare niente di beneaugurante sulla vostra tavola di capodanno, non disperate: non si tratta che di un investimento con un ritorno garantito.

I botti, oggi considerati un modo discreto per festeggiare l’avvento dell’anno nuovo, un tempo avevano lo scopo di far allontanare gli spiriti maligni. Ora hanno lo scopo di far avvicinare con un grosso randello coloro che, un tempo buoni, sono diventati maligni in seguito alla prolungata esposizione all’infernale rumore provocato dai botti.

L’indispensabile biancheria intima rossa è un’usanza abbastanza recente, che se all’inizio era indossata solo dagli innamorati, oggi viene considerata un portafortuna per tutti, anche per chi si vede costretto ad oltrepassare la soglia del ridicolo.

E’ disgraziatamente caduta in disuso l’usanza di gettare dalla finestra gli oggetti inutilizzati e in generale tutto ciò di cui ci si voleva disfare (il cane dall’abbaio perenne del vicino, la suocera, l’ultimo libro della Tamaro, l’ultimo cd di Alex Britti).

Per Capodanno sarebbe d’obbligo indossare qualcosa di nuovo e qualcosa di rosso, e portare almeno qualche moneta in tasca per assicurarsi un anno di ricchezza. Altre tradizioni variano a seconda delle regioni. Ad esempio, incontrare un gobbo o un frate porta fortuna o sfortuna a seconda dei casi. Quindi, per coloro che appartengono all’una o all’altra categoria, è consigliabile fare molta attenzione a dove trascorrere il Capodanno.

Alcune tradizioni ritengono auspicabile l’assoluto riposo per assicurarsi un anno di quiete. Più famosa e seguita, l’usanza di fare le cose che non vorremmo continuare a fare per tutto l’anno nuovo: a buon intenditore poche parole.




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    One Response to “Vivi il capodanno fra tradizione e leggenda”

    1. 1
      Domenico Says:

      ma poi l’intimo rosso verra bruciato il giorno dopo

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