Valentina di Crepax, sex symbol intramontabile
di Laura Losi

Una nuova mostra celebra Valentina di Crepax, in un’esposizione concentrata su Milano, la città di Valentina, trasfigurata nell’atmosfera sognante e psichedelica tipica del fumetto. Altro focus della mostra è Guido Crepax, “illustrato” attraverso la ricostruzione del suo studio e l’esposizione di altre opere non incentrate sulla figura della sua eroina per eccellenza. Valentina, la forma del tempo si terrà presso la Triennale Bovisa, Milano, fino al 1 febbraio 2009. Per tutte le informazioni si può consultare il sito www.triennale.it
Valentina Rosselli, da tutti conosciuta semplicemente come Valentina, è nata nel 1965, sulle pagine della rivista Linus in una pubblicazione intitolata “La curva di Lesmo”, e da qui in avanti è stata protagonista di una vera e propria serie che è durata fino al 1995. Valentina nacque come un personaggio secondario, nella fattispecie la fidanzata del critico d’arte Philip Rembrant. Solo in un secondo momento il grande carisma di Valentina fagocitò su di sè tutta l’attenzione dell’autore e del pubblico.

Fisicamente, Valentina si ispira all’attrice del cinema muto Louise Brooks, con il celebre caschetto scuro e la silhouette androgina, anche se Crepax sminuì poi tale influenza “Mi è sempre piaciuto questo tipo di donna, non dico mascolina, ma con i capelli corti, efebica, in anni in cui non era ancora di moda essere così. Valentina venne fuori con i capelli della Brooks perchè erano il mio debole, le assomigliava, ma assomigliava anche a molte modelle che andavano in quegli anni. Diciamo che il binomio Brooks – Valentina fu soprattutto una questione di capelli“. Nello stile grafico del fumetto è poi possibile ravvisare influenze dell’art nouveau e del cinema espressionista.
Le avventure in cui viene coinvolta Valentina sono di vari generi tra cui predominano il fantasy, lo spionaggio e l’onirico; col tempo a queste avventure si affiancherà la componente di erotismo che ha fatto di Valentina un sex symbol affermato.
Cosa ha reso Valentina un’icona? La risposta non è semplice, e parte dalla approfondita introspezione psicologica del personaggio, sulla scorta di viaggi onirici e atmosfere surrealiste, per arrivare al più generale spaccato della società dagli anni Sessanta ai Novanta. Valentina, infatti, invecchia durante la serie, e nella sua ultima avventura, intitolata “Al diavolo Valentina!”, compie 53 anni.
Nel tempo, Valentina ha incarnato lo spirito della società italiana – o almeno parte di essa – negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Valentina esce di scena e, verrebbe da dire, lascia il posto ad una sensualità esibita, vuota e gridata attraverso i mass media.
Nata a Milano nel 1942, Valentina è una donna emancipata e libera, che, com’è noto, svolge il mestiere di fotografa e ama l’arte, il cabaret, le auto sportive. Incarnazione, per alcuni, dell’emancipazione femminile e della rivoluzione sessuale, in realtà l’unica catalogazione possibile per Valentina è la sua indecifrabilità , il suo essere al di fuori di qualsiasi schema, da quello dell’angelo del focolare, al mero feticcio erotico. Valentina è il modello per chi vuole scavare dentro sè stesso ed esplorare la giostra delle emozioni contrastanti, un simbolo di femminilità intesa nella sua infinita complessità .
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gennaio 14th, 2009 at 18:09
[...] Le ragazze alla moda degli anni Venti venivano dette flapper girls: ben diverse dalle loro antenate (e anche dalla maggior parte delle loro contemporanee) le flapper girls erano quelle icone di stile di cui c’è rimasta memoria, quelle coi capelli a caschetto, i vestiti con le frange e la sigaretta sempre accesa tra le labbra rosse. La flapper girl (in italiano “maschietta”) amava tutto ciò che le consentisse di essere libera nei movimenti, come gli abiti al ginocchio e senza maniche e, appunto, il famoso taglio corto alla garconne, quello di Louise Brooks, diva del cinema muto che ispirò il look della Valentina di Crepax. Il taglio corto evidenziava la sensuale curva del collo, mentre i lineamenti, messi in risalto dalla tipica cloche, erano valorizzati tramite un maquillage molto curato. In particolare, le flapper girls amavano labbra e unghie rosse, pelle lunare, ciglia lunghissime e matita nera sotto l’occhio; un’idea la si può avere grazie al recente film drammatico Changeling, con Angelina Jolie nei panni di una giovane donna, appunto, degli anni Venti. Le sopracciglia anni Venti sono sottilissime, o addirittura insistenti e semplicemente disegnate perfettamente con una matita. Gli abiti tutti frange, paillettes e lustrini erano parte integrante del ballo del charleston, danza di derivazione jazzistica caratterizzata da un ritmo brillante, e da un’atmosfera allegra e frenetica. [...]
novembre 29th, 2008 at 09:17
cara affascinante vale
sono un milanese che ha tradito la sua citta….la nostra citta….per trasferirsi – 40 anni fa’ – indovina dove… a roma….citta’ affascinante….piena di romane altrettanto affascinanti….ma le milanesi…meglio della romane meglio delle parigine….e tu ne sei l’emblema
by instance….il mio + grande amore e’ milanese del 1932…come me…10 + di te…una strana inverosimile somiglianza…una gran gnocca la mia annita…simile a te …simile a rosa fumetto del crazy horse…dee immortali
ugo