25 marzo 2007 ~ Seguici anche su Facebook ~ 20 Commenti

Le tecniche di produzione del profumo

di Elisabetta Gianfelice

Come ormai ben sappiamo la nascita di un profumo rappresenta un percorso lungo e difficoltoso, ma allo stesso tempo fatto di precisione, meticolosità  e delicatezza assoluti.

Esistono diversi metodi per estrarre dalle materie prime l’essenza, dall’originaria macerazione dei fiori in olio d’oliva alle tecniche moderne, l’industria ha fatto dei progressi considerevoli, a volte però limitati dalla fragilità  delle materie prime utilizzate.

Tra i metodi di estrazione ricordiamo:

La MACERAZIONE A FREDDO O ENFLEURAGE, di origine francese, consiste nel depositare la materia prima su lastre di vetro e spalmarla di grasso per 24 fino a 72 ore, una volta effettuata questa operazione è necessario ripeterle per diverse settimane affinchè il grasso assorba l’essenza; da lì verrà  riscaldato e l’olio odoroso che se ne ricava viene lavato con alcool. Si tratta di una tecnica usata oggi soltanto per la tuberosa e il gelsomino, perchè risulta il metodo più adatto per fiori molto delicati, ma allo stesso tempo molto costoso.

Un secondo metodo è la DISTILLAZIONE

Consiste nella miscelazione all’interno dell’alambicco,uno strumento inventato dagli Arabi nel quarto secolo, di fiori, erbe ed acqua, che per condensazione si trasformano in acque odorose.

L’alambicco viene riempito di vegetali freschi o secchi, ai quali si unisce almeno cinque volte il loro peso di acqua.

Il vapore dell’acqua surriscaldata a 5 o 6 atmosfere di pressione si carica di oli essenziali e passando attraverso condensatori dà  vita alle acque aromatiche, come l’acqua di rose o di fiori d’arancio.

Pensate che per estrarre 1 kg di essenza di lavanda occorre distillare 200 kg di fiori di lavanda; per 1 kg di essenza di Neroli vengono impiegati 1000 kg di fiori d’arancio; per 1 kg di essenza di rosa occorrono più di 3000 kg di petali di rose.

Un terzo metodo è l’ ESTRAZIONE CON I SOLVENTI VOLATILI, capaci di assorbire gli elementi aromatici della materia prima e creare una cera, chiamata “concreta”, la quale viene passata nell’alcool, per estrapolare dalla cera vera e propria “l’alcolato, ossia l’olio essenziale, che filtrato dà  origine all’assoluta (fragranza pura).

E infine abbiamo la SPREMITURA, utilizzata soprattutto per estrarre olio essenziale dagli agrumi.

L’operazione è meccanica e viene utilizzata sia per le scorze che per il frutto intero. La scorza viene pressata per ricavarne delle gocce d’olio. Il frutto intero viene grattato, pressato e inciso leggermente per estrarne l’olio essenziale.

Una nota importante da tenere in mente è il materiale in cui conservare il profumo.

Al vetro spetta il ruolo primario ma, prima che venisse scoperta la tecnica della soffiatura ( I secolo A.C.), si adoperava la diorite, l’alabastro, la ceramica, la terracotta dipinta, per arrivare anche all’argento, l’oro, vermeil, lapislazzuli, cristallo di rocca, corniola. Nella seconda metà  dell’ Ottocento anche il vetro diventa oggetto su cui prende vita la creatività  dei designer, pensiamo soltanto a celebri nomi come Emile Gallè, famosissimo per la lavorazione del vetro a cameo, i fratelli Daumm, inventori della “Pate de verre” con cui realizzarono flaconi dai particolari effetti cromatici e luminosi. Baccarat e St.Louis per il cristallo e naturalmente, Renè Lalique, figura trainante del nostro secolo.

Per concludere vorrei indicarvi le più importanti qualità  di un profumo.

NOTE DI TESTA

Il profumo esplode con le note di testa che devono attirare l’attenzione. Emanano un profumo leggero ed effimero. Sono spesso note esperidee (limone, bergamotto, mandarino, arancio), o erbacee (salvia, rosmarino, lavanda). Si sviluppano e si arricchiscono gradualmente unendosi alle note di cuore che sono le note dominanti del profumo.

NOTE DI CUORE

Hanno più tenuta delle note di testa. La loro fragranza ha bisogno di tempo per svilupparsi. Sono quelle che caratterizzano il profumo. Sono generalmente fiorite (rosa, garofano, gelsomino, ylang-ylang, tuberosa, mughetto) o speziate (chiodo di garofano, cannella, coriandolo, noce moscata).

NOTE DI FONDO

Le note di fondo intensificano il carattere del profumo e gli danno tenuta. Hanno bisogno di più tempo per svilupparsi, ma durano più a lungo delle altre. Si sentono quasi impercettibilmente attraverso le note di testa, sostengono e prolungano le note di cuore. Sono spesso note balsamiche (opoponaco, benzoino, labdano, galbano, mirra) o boisè (legno di cedro, patchouli, vètiver, sandalo).



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20 Responses to “Le tecniche di produzione del profumo”

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  1. 20
    Vincenzo Says:

    Sono Vincenzo di orbetello ,vorrei sapere per la produzione di profumi,quale attrezzatura occorre e se è molto costosa e la procedura per la creazione del profumo.In attesa la ringrazio saluti Vincenzo.

  2. 19
    saro69pm Says:

    salve vorrei informazioni sul come vegono suddivise le assenze tra le note di testa di cuore e di fondo per la composizione di un profumo. Vorrei provare a riprodurre il Missoni Uomo , già fuori produzione da un bel pò di tempo. Grazie

  3. 18
    saro69pm Says:

    vorrei dei chiarimenti su come si crea un profumo , in particolare come aggiunte in percentuale le essenze nelle note di base, di testa e di fondo. Grazie

  4. 17
    Maria Angela Says:

    Desidero sapere dove procurare le essenze e aromi, ma anche l’occorrente. Grazie Maria Angela

  5. 16
    stefano Says:

    buongiorno, vorrei gentilmente avere alcuni nominativi nel settore delle tecniche di produzione profumi, i quali richiedere alcune consulenze professionali. Ringrazio e aspetto cortese riscontro.

  6. 15
    nuvola Says:

    Come Creare il tuo profumo
    Per la composizione di un Profumo si usano varie sostanze tra cui essenze profumate, oli essenziali, assolute, oli aromatici e composti di sintesi.
    Naturalmente solo chi lavora con le essenze ha a disposizione l’organo dei Profumi, uno scaffale semi-circolare pieno zeppo di bottigliette con le più svariate materie prime, ma per noi, novelli Maestri Profumieri, saranno sufficienti pochi ingredienti facilmente reperibili per creare un Profumo unico al mondo: il nostro. Intanto cominciamo a distinguere tra Parfum, Eau de Parfum, Eau de Toilette e Eau de Cologne, che differiscono in ragione della percentuale di concentrazione dell’olio essenziale rispetto all’alcool: Parfum 15-30%, Eau de Parfum 9-15%, Eau de Toilette 6-8% e Eau de Cologne 1-5%. La diversa concentrazione incide in primo luogo sulla persistenza del Profumo, si va dalle 4 ore dell’Eau de Cologne alle 8 del Parfum. E’ poi fondamentale conoscerne la struttura e le diverse note per poter decidere quali essenze utilizzare nella nostra composizione. Le note possono essere:
    agrumate – fresche e leggere, spesso abbinate a fragranze più femminili (fiorite, fruttate o cipriate);
    verdi – naturali e moderne, si accompagnano alle note fiorite e fruttate;
    fiorite/fruttate – da un singolo fiore/frutto o da un bouquet, fragranze femminili ovunque apprezzate;
    orientali – una miscela di calore e mistero da note muschiate e legnose;
    cipriate – intense e persistenti sono le fragranze di questo gruppo con note miste legnose, fiorite e di cuoio. Mentre la struttura del Profumo è composta da note di testa, corpo e coda: per semplicità  le abbineremo in ragione di 3:2:1, ma nulla vieta che questa proporzione possa essere modificata.

    Occorrente per profumo con essenze profumate e/o oli essenziali
    1) procuriamoci gli oli essenziali o le essenze profumate che più ci piacciono;
    2) ci serve anche un contagocce;
    3) l’alcool dovrà  essere quello etilico a 96°, ma va bene anche quello buongusto, sempre a 96° acquistabile in qualsiasi negozio di liquori o alimentari;
    4) una bottiglietta di vetro scura, con tappo.

    All’opera!
    Dopo aver calcolato le gocce necessarie di ciascuna fragranza scelta, le versiamo nella bottiglietta di vetro ed agitiamo dolcemente la miscela ottenuta e quindi aggiungiamo l’alcool. Il flacone va chiuso subito e riposto al buio e al fresco per almeno 1 settimana, durante la quale va scosso di tanto in tanto.

    Occorrente per profumo con fiori freschi
    1) procuriamoci delle rose di giardino e dei gelsomini;
    2) ci serve anche una pentolina con acqua;
    3) l’alcool dovrà  essere quello etilico a 96°, ma va bene anche quello buongusto, sempre a 96° acquistabile in qualsiasi negozio di liquori o alimentari;
    4) una bottiglietta di vetro scura, con tappo.

    All’opera!
    Facciamo bollire per circa 5-10 minuti i petali dei fiori e lasciamoli in in fusione per 10 giorni al riparo dalla luce del sole e in un luogo fresco. Trascorso il tempo, filtrare con una garza sterile e quindi aggiungiamo circa il 20% di alcool. Il flacone va chiuso subito e riposto al buio e al fresco per almeno 1 settimana, durante la quale va scosso di tanto in tanto

    Fonte:www.fiori&frutta.it

  7. 14
    MArco Fumo Says:

    Vorrei associarmi alla richiesta di Michele “…Vorrei informazioni sulle apparecchiature, necessarie per la produzione di profumi in quantità  limitata. Anche un elenco di ditte produttrici di apparecchiature e quant’altro serve per la produzione degli stessi.
    grazie ….”

  8. 13
    elena Says:

    ciao vorrei informazioni sulla produzione casareccia di profumi

  9. 12
    Michele Says:

    Vorrei informazioni sulle apparecchiature, necessarie per la produzione di profumi in quantità  limitata. Anche un elenco di ditte produttrici di apparecchiature e quant’altro serve per la produzione degli stessi.
    grazie

  10. 11
    Eliria Says:

    Mi piacerebbe sapere se è possibile esrarre il profumo in casa dai fiori dell’olea fragrans. Grazie, Eli.

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