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Storia e tradizione delle perle

di Laura Losi

perle

Le perle sono tra i gioielli più eleganti e femminili che una donna possa avere. Talmente classiche da diventare quasi un amuleto, le perle si tramandano di madre in figlia e si indossano in ogni contesto, stile e situazione. Sono il passepartout dei gioielli ma al tempo stesso posseggono un fascino innato che non le fa mai passare inosservate. Le perle, per la loro stessa materia iridescente, illuminano il volto di chi le indossa. Nate dal mare, vengono prodotte dal mollusco operaio che all’interno dell’ostrica produce una secrezione – la madreperla – per proteggersi dall’irritazione generata da piccoli elementi, come granelli di sabbia, che entrano casualmente nel guscio.

 Le perle esistono di diverse qualità , forme e colori. Le più classiche sono quelle bianche e rotonde, ma esistono anche perle rosa, color crema, viola scuro, grigie e nere. La forma può essere anche irregolare, in particolare se si tratta di perle di acqua dolce.

Le perle d’acqua salata si dividono in tre categorie: le Akoya, le perle Tahiti e le costosissime e rare perle South Sea. Oggi perle dai colori più bizzarri vengono prodotte artificialmente. Le cosiddette perle “coltivate” vengono prodotte inserendo artificialmente una minuscola sfera di plastica nel mollusco. Oggi oltre il 90% delle perle sono coltivate. Il valore di una perla non è determinato solo dal colore, dalla forma e dalla grandezza, ma anche dalla lucentezza. Il fascino delle perle era ben conosciuto anche dagli antichi: le nobildonne romane reputavano la perla il gioiello più elegante e raffinato, e pare che la regina Cleopatra possedesse le due perle più grandi del mondo. Un’antica leggenda araba racconta che le perle sono gocce di luna cadute nel mare per adornare la bellezza femminile. Salomone sentenziava che ” una donna perfetta chi potrà  trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.” Presso gli antichi greci, la perla era il gioiello di Afrodite e in quanto tale simbolo d’amore.

Si diceva che Afrodite fosse nata dal mare nuda, ma con un filo di perle intorno al collo. La perla era anche il gioiello preferito da Polinnia, la Musa addetta agli inni, ai canti e all’eloquenza. Inoltre, si credeva che la perla avesse poteri magici e taumaturgici, quindi veniva bevuta disciolta nell’aceto. Questa usanza, dalle origini molto antiche, durò presso le classi più elevate fino al Settecento. Si pensava che la perla fosse afrodisiaca, che rendesse la pelle bianca e luminosa, che avesse un effetto calmante sull’umore e lenitivo per i dolori di stomaco.

La leggenda secondo cui le perle “portino lacrime” risale al Medioevo: ancora oggi, si usa “pagare” con una monetina simbolica chi ci dona le perle, che in questo modo diventano acquistate, spezzando così il maleficio. Sicuramente, ancora oggi le perle continuano a conservare il loro fascino di “figlie del mare” nonchè il significato simbolico di pegno d’amore e l’eleganza innata. Per conservarle al meglio mantenendo la loro brillantezza, non si devono usare profumi e non bisogna pulirle con spazzolini che potrebbero danneggiarle.

La simbologia della cosa preziosa ben nascosta in fondo al mare è bene espressa da questa frase di Michel De Certeau “Come l’ostrica, anche le donne più dure, a volte, nascondono una perla.”

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One Response to “Storia e tradizione delle perle”

  1. 1
    FrancaMaria Says:

    molto interessante la storia della perla.

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