Sotto al vischio
di Laura Losi
La tradizione vuole che scegliate qualcuno da baciare sotto al vischio. Vi siete mai chieste da dove viene questa romantica usanza?
Il vischio affonda le sue radici nella corteccia di alcuni alberi e in questo modo sembra nascere dal cielo anzichè dalla terra: per questo motivo è stata considerata in varie culture una pianta magica. Le sue foglie sono sempreverdi e le sue bacche somigliano a perle; queste ultime si sviluppano nell’arco di nove mesi, come un bambino, e si raggruppano solitamente a tre a tre, numero sacro per diverse culture.
I Celti favoleggiavano che il vischio fosse nato dove era caduta la folgore, simbolo della discesa della divinità sulla terra, e vedevano nella pianta il simbolo di immortalità e rigenerazione.
Altro mito celtico legato al vischio era la leggenda di Baldur, figlio di Odino e della dea del matrimonio Frigg. Per sottrarlo all’invidia omicida del genio maligno Loki, Odino raccomandò a tutte le creature di proteggere Baldur, ma dimenticò il vischio. Proprio dal vischio Loki ricavò la freccia per uccidere Baldur. La madre Frigg pianse il figlio e le sue lacrime si tramutarono in perle che da quel tempo ornarono per sempre la pianta.
Plinio il Vecchio tramanda che il Druidi usavano tagliare il vischio (esclusivamente quello di quercia, albero sacro) nel sesto giorno del solstizio d’inverno indossando tuniche bianche e utilizzando un falcetto d’oro. Dopo il taglio i rametti venivano raccolti in un drappo di lino immacolato. La pianta veniva poi utilizzata nelle cerimonie sacre (per propiziare buoni raccolti e protezione del bestiame) e per combattere malattie e epidemie che flagellavano la popolazione.
Nella mitologia greca, il vischio viene associato ad Atena quando viene appellata Igea per le sue capacità curative. La dea secondo la leggenda utilizza la pianta come panacea per diverse malattie.
Secondo Virgilio, Enea scese negli Inferi con un rametto di vischio in mano, “ramo d’oro” sacro a Giunone Infera, per poter superare tutte le difficoltà e tornare sano e salvo nel mondo dei vivi.
Con l’avvento del Cristianesimo si svilupparono altre leggende legate al vischio. In opposizione alla cultura pagana, si raccontava che, in occasione della crocifissione, tutte le altre piante si rifiutarono di collaborare, tranne il vischio, che in questo modo perse i suoi rami per sempre. Anche se un’altra tradizione, in netto contrasto, vuole che invece proprio per il suo nascere dal cielo sia il simbolo di Cristo, in generale la cultura cristiana ripudiò il culto della pianta fino all’epoca vittoriana, quando fu reintrodotto il gesto del bacio sotto al vischio come portafortuna per gli innamorati.
La tradizione di appendere il vischio fuori dall’uscio di casa per proteggere l’armonia e la serenità della famiglia ha origine dalla mitologia celtica: era usanza che qualora due nemici si incontrassero sotto a un vischio avrebbero dovuto deporre le armi e concedersi una tregua.
Ha sempre un’origine celtica la leggenda secondo la quale due fidanzati che si baciano sotto al vischio si sposeranno entro un anno, e comunque il suo legame con l’amore e gli innamorati. Era infatti la pianta sacra alla dea dell’amore Freya.
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