Pranzo take away: il Bento Box
L’usanza della “schiscetta” da portarsi al lavoro oggi è molto diffusa anche qui in Italia, complice una pausa pranzo troppo corta, un luogo di lavoro troppo distante da casa e il rifiuto di decurtare lo stipendio in carissimi bar e self-service.
Pare però che siano stati i giapponesi a introdurre l’abitudine di preparare il pranzo a casa e portarlo poi al lavoro tramite appositi contenitori: i bento box. I bento box sono ben diversi dalle classiche (e un pò tristi) vaschette di plastica occidentali: molto più pratici, i bento box sono generalmente divisi in più scomparti destinati a contenere gli alimenti più diversi compresi quelli più liquidi. I bento box esistono di tutte le forme e dimensioni, e generalmente sono anche parecchio gradevoli alla vista. Sono realizzati in plastica o in legno, ma sono in vendita anche versioni usa e getta.

Il bento box in Giappone è considerata una vera e propria regola sociale. La casalinga/mamma giapponese non ha solo il dovere di nutrire la famiglia e di occuparsi, ogni mattina, di preparare il pranzo per tutti sistemandolo accuratamente negli appositi bento box; il pranzo in questione deve anche appagare l’occhio attraverso decorazioni graziose e significative. I vari ingredienti devono essere intagliati, decorati e composti a formare una sorta di soggetto o di vignetta in grado di strappare un sorriso al destinatario.

Pare poi che in Giappone la qualità del bento box influenzi i rapporti interpersonali, scatenando una sorta di competizione soprattutto tra gli studenti, come se l’affetto e la dedizione della propria madre si misurassero in base al tempo e alla creatività spesi a preparare il pranzo del figlio. In realtà , questa tesi non spiegherebbe il proliferare, in Giappone, di negozi e bancarelle che vendono bento box già pronti e di certo non molto artistici; la leggenda della “competizione da bento box” sembra una delle ennesime esagerazioni che strappano sospiri di incredulità a noi occidentali in seguito all’”ennesima stramberia giapponese”.

Resta il fatto che i bento box kyaraben (ovvero quelli elaborati) sono davvero incredibili, quasi una sorta di scultura alimentare che ricorda una vignetta coloratissima di un manga. Realizzare un bento box richiede ovviamente una strumentazione apposita fatta di minuscoli coltellini e forbicine in grado di intagliare il cibo in modo impeccabile. Bisogna anche avere una grande conoscenza dei materiali (cibi) da utilizzare; ad esempio, il riso è onnipresente anche in virtù della sua natura collosa e duttile. Gli ingredienti principali sono, oltre al riso, la carne, il pesce e le verdure.
Il bento box deve naturalmente essere anche nutriente in modo equilibrato. Il soggetto può essere studiato in relazione ad una determinata ricorrenza di quel giorno, o essere frutto di pura fantasia. La preparazione è naturalmente lunghissima, ma volete mettere con gli squallidi tramezzini preconfezionati del supermercato?
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