L’uniforme scolastica femminile giapponese
di Laura Losi
Da Sailor Moon a Go Go Yubari di Kill Bill, l’uniforme scolastica femminile giapponese è un abbigliamento iconico e ricco di valenze culturali e sociali. Onnipresente nei moltissimi manga che hanno come protagonisti degli studenti, la divisa scolastica giapponese è il simbolo della nostalgia per un’epoca relativamente spensierata e ricca di forti emozioni come i primi amori. Ma l’uniforme alla marinara si spinge a diventare feticcio sessuale come evidenziato in fumetti erotici o pornografici: in Giappone esiste una vera e propria industria clandestina chiamata burusera che si occupa di trafficare uniformi di seconda mano.
Le divise scolastiche (seifuku) sono state introdotte in Giappone alla fine del 19esimo secolo e sono oggi adottate quasi universalmente nelle scuole pubbliche e private. L’uniforme consiste in una divisa in stile militare per i ragazzi e un abito alla marinara per le ragazze; quest’ultimo sostituisce il tradizionale hakama. Un altro tipo di uniformi molto in uso in Giappone sono quelle modello britannico, che consistono in camicia bianca, cravatta, giacca con lo stemma della scuola, abbinati a pantaloni su misura per i ragazzi e una gonna a pieghe scozzese per le ragazze.
Per ogni scuola esistono almeno due uniformi per l’estate e per l’inverno, e altre due riservate alle lezioni di ginnastica. Alcune scuole pongono anche regole circa il taglio dei capelli, le cartelle o altro, ma spesso queste restrizioni vengono fatte osservare solo per determinate occasioni come le cerimonie di apertura e di chiusura o la foto di classe.
L’abito alla marinara è stato introdotto nel 1921 dalla preside della Fukuoka Jo Gakuin University, Elizabeth Lee, e si ispira alle uniformi indossate al tempo dalla marina reale britannica, che la stessa Elizabeth Lee aveva conosciuto durante uno scambio scolastico quando era studente in Gran Bretagna. La divisa consiste generalmente di una blusa con attaccato un ampio colletto in stile marinaro, il tutto finito da una gonna a pieghe. La lunghezza delle maniche e il tessuto si differenziano sulla base delle stagioni. I colori più comuni sono i colori blu navy, bianco, grigio, verde chiaro e nero. Scarpe, calzini e altri accessori sono talvolta volte inclusi come parte della divisa: i calzini di solito sono blu o bianchi, le scarpe sono classici mocassini marroni o neri. Pur non facendo parte della divisa, sono comunemente utilizzati da parte delle ragazze più alla moda altri accessori per le gambe, come scaldamuscoli, calzettoni al ginocchio o parigine.

Tra le studentesse giapponesi è peraltro molto frequente la personalizzazione della divisa, aprendo uno spiraglio di individualismo che squarcia l’omologazione insita nel concetto stesso di uniforme: la gonna viene allungata o accorciata, i nastri vengono tolti o modificati e vengono nascoste spille e toppe sotto l’ampio colletto.
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