Le Rose di Versailles “Lady Oscar” di nuovo in edicola
di Laura Losi
“Una rosa, sia essa bianca o rossa, non potrà mai essere un lillà . Una rosa resta sempre una rosa!”

Lady Oscar, titolo originale “Le rose di Versailles” (Berusaiyu no Bara) torna in edicola in una nuova edizione curata dalla casa editrice d/books. le qualità della stampa e della rilegatura solo ottime (con tanto di copertina a colori con inserti serigrafici lucidi) e lo stesso si può dire della traduzione, che comprende, tra l’altro, la conversione in valuta attuale in euro degli importi riportati nel manga in alcune occasioni – stipendi dei nobili, spese della regina Maria Antonietta etc.
I numeri, ora arrivati al 2, comprendono note biografiche sui numerosissimi personaggi storici citati nel maga, con precise indicazioni su quanto è storia e quanto è stato romanzato dall’autrice Riyoko Ikeda. Nel manga è anche prevista un’intervista della stessa autrice, suddivisa nelle diverse uscite, che dovrebbero essere sei. I fumetti dovranno essere letti alla maniera giapponese, ovvero da sinistra verso destra. Una bellissima opportunità , insomma, per i numerosi amanti di questo manga che è entrato nella storia per la sua trama avvincente e l’incisività dei personaggi, senza dimenticare la perizia tecnica dei disegni e le evocative ricostruzioni storiche. Il periodo della rivoluzione francese e la figura della regina Maria Antonietta non cessano di affascinare da secoli, e lo spunto per Lady Oscar è venuto, in particolare dalla nota biografia di Maria Antonietta scritta dall’austriaco Stefan Zweig; il libro fece una particolare impressione su Ryoko Ikeda, ma inizialmente la proposta di un manga di questi argomenti e ambientazioni fu accolta con molte riserve dalla casa editrice a causa del timore del rifiuto delle giovani lettrici che costituivano il target del progetto. In realtà Le rose di Versailles riscosse fin dall’inizio uno strepitoso successo, non solo in Giappone ma in tutto il mondo. Basti pensare che in Italia Lady Oscar ha già avuto tre diverse edizioni: quella di Fabbri nel 1983 (in abbinamento al giornalino Candy Candy), quella della Granata Press nel 1993 e quella di Planet Manga nel 2001. Uno degli ingredienti vincenti è stato sicuramente l’universalità del messaggio di Lady Oscar, adatto ai bambini come ad un pubblico adulto. Tutti i personaggi, a partire dalla figura della donna costretta dal padre a vestirsi da uomo, sono caratterizzati da una profondità psicologica notevole e presentati in un’umanità ricca di sfaccettature dove è quasi sempre difficile stabilire chi è il buono e chi è il cattivo. Anche la controversa figura di Maria Antonietta sfugge alle definizioni estremistiche a cui spesso è stata soggetta nei secoli (o giovane vittima di un tragico destino, o crudele sovrana indifferente alle sofferenze del popolo) in favore di un ritratto intenso e plausibile. Molto si è detto e scritto circa il rapporto tra l’eroina di fantasia Oscar e la regina Maria Antonietta, una relazione complessa e profonda ma che non viene mai trattata in modo morboso, così come le altre relazioni sentimentali presenti nel manga. Dal fumetto è stato tratto un anime televisivo di 40 episodi, trasmesso per la prima volta in Giappone tra il 1979 e il 1980. I disegni dell’anime furono curati da uno dei nomi più importanti dell’animazione giapponese, Shingo Araki, autore tra l’altro dell’anime de I Cavalieri dello Zodiaco. Alla crescente notorietà di Araki fu dovuto, in parte, il successo del cartone animato, che nelle prime messe in onda si era rivelato un flop in Giappone. In Italia la serie animata fu pesantemente censurata, e inoltre, come spesso è accaduto in questi casi, è disseminata di errori e inesattezze che pregiudicano elementi importanti della versione originale. Per il 2009 è prevista la realizzazione di un lungometraggio animato che si intitolerà “Le rose di Versailles“; probabilmente si tratterà di un riassunto dell’intero manga.
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