La moda intramontabile del cappello
di Laura Losi
Se si parla di cappelli, su una cosa generalmente si è tutte d’accordo: il cappello tenta. Per quanto, spesso, non si abbia il coraggio di indossare nient’altro che i modelli più classici, i cappellini bizzarri e fantasiosi che a volte vengono esposti nei negozi vintage fanno sempre gola.

Il cappello infatti è sempre stato molto di più che un semplice capo protettivo nei confronti del freddo e delle intemperie, ma già presso i popoli più antichi come egizi, greci e romani si configurava come una sorta di ornamento per il capo la cui funzione era prettamente estetica – pensiamo, ad esempio, al petatos a falde larghe utilizzato dagli antichi greci come copricapo da viaggio.
L’antenato del cappello come lo intendiamo oggi è la cappa medievale, un copricapo inizialmente attaccato al mantello e poi anche “autonomo”, che poteva essere di diversi materiali a seconda della ricchezza di chi lo indossava.
Il feltro, materiale per eccellenza del cappello, conobbe il suo più grande trionfo nel Rinascimento; grazie alla fiorente ritrattistica di questo periodo storico ci è giunta testimonianza di un grandissimo numero di cappelli di feltro sfarzosi e stravaganti.
Il cappello in senso moderno è geograficamente legato, come produzione, al Nord Italia, sede di una fiorente industria cappelliera già a partire dal Settecento, quando a Milano nasce la prima azienda di cappelli in senso moderno. In seguito, nel corso del XIX secolo, la capitale dei cappelli divenne Monza, da dove numerosi cappellifici esportavano le loro creazioni in tutto il mondo.
Il cappello a cilindro invece nacque in Cina e da qui fu portato in Francia alla fine del 1700; il primo cilindro inglese fu confezionato dal signor Herrington, il più famoso cappellaio di Londra, agli inizi dell’Ottocento. Parlando di cappelli “celebri” citiamo anche la paglietta, originaria della Toscana ma particolarmente cara agli impressionisti francesi che la consacrarono spesso nei loro dipinti. Il cappello western deriva invece dal sombrero latino-americano e tuttora ha una larghissima diffusione in Texas.
Il cappello è prima di tutto un copricapo, ma è in grado di cambiare considerevolmente l’aspetto di una persona e la percezione che si ha di lei, soprattutto nei nostri tempi in cui, pur essendo molto amato e sfruttato dagli stilisti, non è certo uno standard dell’abbigliamento universalmente condiviso. Basti pensare ad una delle più autorevoli rappresentanti dell’uso del cappello nei nostri tempi, la regina Elisabetta, la quale viene spesso e volentieri stroncata dai media per le sue opinabili scelte stilistiche.
Sicuramente il cappello ha mille potenzialità e può diventare un capo must del proprio guardarobe: il segreto è essere in grado di portarlo con stile e disinvoltura, al di sopra dei tempi e delle mode.
Loading ...

