10 novembre 2007 ~ Seguici anche su Facebook ~ scrivi un commento

La borsa perfetta esiste?

La borsa è da sempre  causa di gioie e dolori per le donne: gioie, perchè è un accessorio delizioso, sul quale si sono cimentati e continuano a cimentarsi i più grandi artisti. Inoltre, contenendo i nostri oggetti, è il salvagente per ogni emergenza di mascara colato o collant smagliati; è uno dei pochi dettagli che consente di trasformare un abbigliamento banale in un mix trash-chic. Ma la borsa porta anche dolori, perchè nel marasma delle proposte moda e nelle molteplici necessità  della vita quotidiana, sembra impossibile trovare un modello che vada bene all-day-long. E’ facile illudersi, puntualmente, di aver trovato la borsa perfetta “questa la metto su tutto” “va bene da giorno e da sera”; immancabilmente prima o poi emergerà  il tallone d’achille della borsa in questione: troppo delicata, troppo piccola, troppo classica etc. La questione della borsa perfetta non può restare indifferente ai grandi guru della moda. Difatti, il grande designer Ron Arad – per intenderci, colui che ha inventato la bookworm di Kartell -  ci sta provando. La ricerca è partita un paio di anni fa da Maurice Ohayon, meglio conosciuto come monsieur Notify, griffe recentemente tornata alla ribalta per la linea di jeans ecologici, realizzati con il 100% di cotone biologico – ovvero, coltivato senza concimi chimici, erbicidi o pesticidi. Ohayon ha iniziato a notare una mania, un desiderio incontrollabile che serpeggiava tra le sue clienti: la voglia di una borsa che fosse per tutte e per sempre. Duttile, in grado di far sentire a proprio agio in ogni situazione, capace di riflettere la personalità  di chi la indossa, trendy e senza tempo contemporaneamente. Ohayon ha deciso di accettare la sfida, e il punto di partenza è stata un‘inchiesta tra le sue clienti per raccogliere i pareri, i punti di vista e i desideri delle donne in fatto di borse. Nella fattispecie, si tratta di personalità  quali Linda Evangelista, Charlotte Gainsbourg, Shalom Harlow. Quando Ron Arad ha accettato di impegnarsi a disegnare la borsa ideale per tutte le donne, il brief presentatogli da Ohayon prevedeva una borsa grande ma non troppo, leggera ma resistente, dotata di manici ma anche di tracolla removibile; ancora, doveva essere multitasca, con scomparti sagomati in modo di accogliere tutti gli oggetti necessari alla donna moderna: riviste, beauty case, un paio di scarpe di scorta, ma anche un computer, un blackberry, una bottiglietta d’acqua. E per la sera? Una elegante pochette removibile sarà  perfetta per le occasioni più chic. La domanda che sorge spontanea a questo punto è: potrà  una borsa che deve soddisfare tutte queste necessità  essere anche favolosa come una vera it-bag, o sarà  piuttosto la gemella griffata di una severa laptop? Ohayon sembra non avere dubbi in proposito, e ha già  definito la nuova borsa-cult come “quella che farà  restare nell’armadio tutte le altre”. La borsa verrà  prodotta inizialmente in 100 esemplari che verranno offerti alle donne che hanno contribuito alla ricerca con le loro idee e la loro sensibilità .

di Laura Losi



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