13 dicembre 2008 ~ Seguici anche su Facebook ~ scrivi un commento

Invitare per un tè

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di Laura Losi 

La voglia di qualcosa di caldo in questi mesi freddi è quasi sempre presente, per cui non è infrequente, rispetto ad altri periodi, invitare qualcuno a bere un tè a casa propria. Il tè è per molti versi poco impegnativo: nessuno si aspetta che sia accompagnato da altro che non da biscottini un pò sfiziosi, dunque la preparazione del tutto può anche durare non più di una decina di minuti. Nonostante tanta semplicità , l’invito per il tè ha mantenuto una patina di classe e raffinatezza. Ecco qualche consiglio per rendere impeccabile questa occasione. 

 

Come tutti sanno, la cerimonia del tè in Giappone è molto di più che un semplice intrattenimento sociale, viceversa in certe versioni può diventare un vero e proprio rituale strutturato che dura diverse ore. In questo caso la bellezza viene ricercata in ogni minimo dettaglio, dal movimento del corpo che diventa una coreografia alla qualità  degli utensili, all’impatto visivo. Naturalmente, non è necessario ricreare tanta ricercatezza in casa propria, ma la sacralità  della cerimonia del tè in Giappone può essere tenuta presente per evitare cadute di gusto clamorose (una per tutte: lasciare le bustine usate a sgocciolare da qualche parte in bella vista sul tavolo). 

 

Il tè è una vera e propria passione per gli estimatori. Anche se non fate parte della categoria, sarebbe sempre bene avere in casa un tè che non sia quello cheap del supermercato, acquistato in erboristeria o nei negozi specializzati. Il tè, se tenuto al buio in contenitori ermetici, si conserva per un anno. Preparare il tè è molto semplice, e proprio per questo motivo, è fattibile tenere a mente alcuni accorgimenti che vi permetteranno di gustarne al meglio l’aroma: l’acqua dovrà  sempre essere fredda prima di essere portata ad ebollizione, poi andrà  fatta bollire fino alla fine. Le proporzioni devono essere di mezzo litro d’acqua per due cucchiai di miscela. Un’ulteriore escamotage è riscaldare la teiera prima di versarvi l’acqua bollente, riempiendola di acqua calda e poi vuotandola. 

 

Le tazze possono essere in vari materiali, anche perchè in questo caso le opinioni degli estimatori sono contrastanti: i cinesi usano tazzine piccole in porcellana mentre gli inglesi le classiche mug. In generale la porcellana è più adatta ai tè leggeri come quelli verdi mentre terracotta, ghisa e peltro sono più adatti ai tè pesanti come quelli neri. La teiera migliore invece è quella in argento. Altre varietà  di tè oltre al tè verde e al tè nero sono i tè Oolong e i tè bianchi

 

I tè solitamente vengono classificati in base al metodo di lavorazione che la foglia subisce dopo il raccolto, che va dall’ossidazione dei tè verdi alla fermentazione dei neri. Tra le varietà  del tè, citiamo il celebre Earl Gley, tè nero aromatizzato al bergamotto, il Gyokuro, tè verde pregiatissimo e considerato tra i migliori del mondo, il Gunpowder, il tè verde più bevuto al mondo, e il rarissimo Ch’i-Men Mao Feng, tè nero cinese che anticamente veniva offerto in omaggio all’imperatore.



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