08 settembre 2010 ~ Seguici anche su Facebook ~ scrivi un commento

Il puerperio

Per puerperio si intende il periodo che va dalla nascita del bambino a circa sei settimane dopo. Biologicamente si tratta del tempo in cui il corpo della madre torna alle condizioni precedenti alla gravidanza, ad esempio per quel che riguarda i livelli ormonali e le dimensioni dell’utero. Il neonato durante il puerperio inizia il suo difficile adattamento alla vista extrauterina, il passaggio fisiologicamente più importante fino alla morte. Mamma e neonato iniziano la loro avventura insieme; si tratta di un totale sconvolgimento della vita di entrambi, unito ai postumi del parto, ed è quindi molto importante trascorrere questo periodo all’insegna del riposo e della serenità. La mamma e il suo bambino devono essere lasciati liberi di conoscersi e vivere appieno questo legame così speciale ed esclusivo che inizia durante la gravidanza; le persone esterne devono cercare il più possibile di tutelare questa situazione e fornire alcuni indispensabili aiuti, soprattutto durante i primi giorni dopo la dimissione dall’ospedale, quando la mamma sarà verosimilmente ancora provata dal parto e dai conseguenti dolori più o meno acuti (cicatrice del cesario, eventuali lacerazioni in caso di parto naturale, etc.).

I disturbi più comuni del periodo puerperale sono i seguenti:
- Il perineo potrebbe essere stato danneggiato e questo può provocare un dolore anche acuto nei primi giorni. Può essere necessario assumere un analgesico, magari sotto forma di pomata, e acquistare una “ciambella”, anello di gomma su cui sedersi. Inoltre potrebbe essere necessario, in caso di edema esteso o segni di infezione, un controllo aggiuntivo anche dopo la dimissione dall’ospedale.
- Possono esserci problemi di stitichezza, e l’uso di emollienti per le feci (ad esempio rimedi naturali come le classiche prugne) può essere utile anche per rendere l’espulsione meno dolorosa in caso di parto naturale con lacerazione del perineo. Chi ha sofferto di emorroidi durante la gravidanza può vedere aggravato questo problema in conseguenza del parto.
- Dopo il parto sono frequenti dolori muscolari di vario genere, causati dallo sforzo durante il travaglio e soprattutto nella fase finale. Tra questi uno dei più frequenti è un persistente mal di schiena, che può essere così forte da rendere difficoltoso l’allattamento; in questo caso si può prenotare qualche seduta da un fisioterapista.
- La minzione può essere difficoltosa durante le prime 24 ore.
- Problemi al seno come ingorghi, mastite e ragadi possono essere prevenuti e combattuti con appositi accorgimenti; si può telefonare al consultorio o ad appositi consulenti per l’allattamento in modo da risolvere il problema nel miglior modo possibile. Anche leggere testi sull’argomento può essere utile: uno dei più completi è, a nostro parere, “L’arte dell’allattamento materno” pubblicato da La Leche league International.
- Durante il puerperio si può manifestare la depressione post partum o baby blues, in forme più o meno gravi.

Il puerperio può essere dunque un periodo meraviglioso, uno dei più belli che una donna possa vivere, ma è anche indubbiamente costellato da una serie di difficoltà fisiche e psicologiche. Come fare per viverlo al meglio? Innanzitutto, durante la gravidanza, è bene prepararsi psicologicamente al puerperio con una buona dose di positività ma anche di realismo; evitiamo di ascoltare chi afferma di aver fatto tutto da sola, di aver ricominciato a lavorare appena uscita dall’ospedale o di aver fatto le pulizie di primavera a pochi giorni dal parto. Prendiamo coscienza del fatto che avremo bisogno di aiuto, anche perché non possiamo sapere in anticipo che carattere avrà il nostro piccolo, se sarà un angioletto che “mangia e dorme” o piuttosto di un bambino più sensibile e bisognoso di continue attenzioni. Allo stesso modo, non sappiamo come ci sentiremo noi dopo il parto, quanto faranno male eventuali ferite o lacerazioni e quanto ci sentiremo deboli o provate. Testiamo quindi la disponibilità di amiche e parenti per aiutarci o, se abbiamo la possibilità, prendiamo contatti con un aiuto per le pulizie di casa, per la cucina (utilissimi gli indirizzi di take away sempre a portata di mano) o per gestire il nostro piccolo se abbiamo la necessità di assentarci da casa o di lavorare qualche ora al giorno. Teniamo presente che dopo il parto avremo bisogno di un periodo di riposo che non potrà esaurirsi nei pochi giorni di ospedale; dovremo quindi sfruttare i momenti di sonno del neonato non per correre a lavare i panni o fare una telefonata di lavoro, ma per riposare a nostra volta. Per questo motivo, è bene limitare le visite di amici e parenti spiegando, ove necessario, che abbiamo bisogno di riposare e che saremo molto disponibili ad invitare una volta che ci saremo rimesse, tenendo presente che anche il nostro neonatino ha bisogno di tranquillità quanto noi dopo l’esperienza traumatica del parto.

Laura Losi




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