Il galateo in seggiovia
di Laura Losi
La famosa settimana bianca viene spesso rimandata a dopo le feste allo scopo di evitare resse e prezzi ai limiti dell’umana sopportazione. Chi è in procinto di partire dovrà tenere presente che ormai quasi tutte le località sciistiche, anche le meno modaiole, hanno abbandonato il vecchio e odiato skylift. I più accoglieranno la novità con un forte senso di sollievo: niente più casellanti che ti urlano dietro in qualche dialetto incomprensibile se non riesci ad afferrare in tempo lo skilift, niente più rovinose cadute a metà del tragitto o bambini kamikaze che ti tagliano la strada mentre sei in equilibrio precario. Anche la seggiovia però, apparentemente comoda e accogliente, gradita pausa di contemplazione del panorama prima della discesa, nasconde le insidie tipiche della condivisione. Non avventuratevi mai a tentare di condividere la seggiovia a due posti con il vostro partner, o basterà che non siate completamente sincronizzati nella fila perchè veniate linciati o perlomeno pesantemente insultati dalla folla spintonante. E come direbbe Forrest Gump, anche la seggiovia è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita. Niente di più probabile di una vecchia signora logorroica o di un playboy che considera la pista da sci come un personale territorio di caccia. In tutti i casi la situazione è drammatica perchè, ovviamente, non si può scappare, ma solo resistere stoicamente per tutta la durata del tragitto. Non rispondere o fingersi sordi è peggio. Con i più determinati anche inforcare ostentatamente l’ipod si rivela un fallimento: piuttosto si metteranno a urlare ma non demorderanno. In tutti i casi è meglio rassegnarsi e interloquire. Altro grosso problema delle seggiovie sono, naturalmente, i bambini. In alcuni posti cartelli enormi ammoniscono che i bambini più piccoli devono essere accompagnati, ma che chi accompagna ne è responsabile. Ciononostante, le piste pullulano di gruppi numerosissimi di bambini con un solo accompagnatore, che all’arrivo alla seggiovia vi imporrà di portargliene su uno. In questo caso, si casca sempre male. Se si accetta si rischia che il bambino, se troppo piccolo, quantomeno si sfracelli all’arrivo facendo cadere anche voi. Ma rifiutarsi è forse peggio, perchè solitamente il rifiuto non viene preso in considerazione come un vostro diritto, ma come una prova di egoismo e maleducazione da parte vostra. L’unico modo per sfuggire agli accompagnatori mannari è aspettare pazientemente, prima di mettersi in fila, che abbiano smaltito tutti i bambini con altri sciatori. La fila in seggiovia è poi un’altra occasione in cui può risultare difficile mantenere la calma senza dare o ricevere insulti. In questo caso l’ipod può essere utile per farvi raggiungere uno stato di estraniamento zen. Qui alcune regole per il quieto vivere sono:
1) non pestare gli sci altrui anche se gli altri continuano a pestare i vostri.
2) fare attenzione a dove si piantano le racchette onde non infilzare il cane del vicino
3) se si perde l’equilibrio trascinare con se nella caduta il minor numero possibile di persone
4) far passare le mamme con il bambino piccolo per mano per evitare che lo rifili a voi.
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