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"Il diavolo veste Prada": lavorare nella moda... Che fatica!!!di
Elisabetta
Gianfelice
Andando
al cinema per la proiezione del film rivelazione “Il
Diavolo veste Prada” avrete modo di capire la moda e di
immedesimarvi in coloro che la creano e vi lavorano, per rendervi conto
di aspetti che altrimenti non conoscereste mai. Ma
procediamo per gradi. Tratta
dall’omonimo best-sellers di Lauren Weisberger,
la commedia, sapientemente diretta da David Frankel, e supportata da un cast di tutto rispetto, (dall’impeccabile Meryl Streep, alla dolce
e caparbia Anne Hathawayo),
grazie ad un ritmo veloce, ad un copione scherzoso, ad una mimica
accentuata, ad una scenografia dinamica, narra una vera e propria favola
moderna americana. Andrea
(Andy per gli amici), è una giovane neo laureata in giornalismo alla
ricerca di una occupazione e di una esperienza che possa lanciarla nel
mondo del lavoro. A New York, dove vive con il fidanzato, riesce ad
ottenere un colloquio in una rivista di moda, la
più nota d’America, RUNWAY, la cui direttrice, austera ed
esigente, temuta dai suoi collaboratori, vanta una gran fama e notorietà,
non solo nella moda, ma anche nella carta stampata. Andy,
che non ha nulla della ragazza alla moda, né stile, né gusto, né
frivolezza, ma tanta determinazione, attrae la perfida Miranda Priestly,
che decide di assumerla come sua seconda assistente. I
primi tempi sono per la ragazza davvero duri, maltrattata, umiliata,
beffeggiata…ma stringe i denti fino a quando, stufa di non riuscire a
farsi apprezzare, decide di modificare il suo modo di porsi e dare una
svolta alla propria immagine, per adattarsi all’ ambiente. Il
cambiamento, notato ed apprezzato comporta molti stravolgimenti nella
vita di Andy: maggiore considerazione sul lavoro, tanto da diventare
prima assistente, ma a che costo? La
tenace e ambiziosa ragazza si ritrova catapultata nella morsa
dell’ascesa professionale, vinta tra il
successo, che demoniaco la tenta ad ottenere sempre qualcosa in più
e vivere nuove esperienze, e i suoi valori, sentimenti, affetti che
hanno fino a quel momento guidato ogni sua scelta. Certamente
non sarò io a svelarvi l’epilogo del film, perché preferirei
lasciare a voi il piacere di scoprirne la parte più interessante…. Posso
aggiungere che la freschezza e la dinamicità dei ritmi di narrazione,
le tecniche di montaggio, la scenografia, la cura dei dettagli,
l’ilarità dei personaggi, le scelte musicali assolutamente di moda,
allieteranno 109 minuti della vostra serata. E
cosa dire di più: se siete
appassionate di moda questo è certamente il film giusto per voi!! La
moda resta l’assoluta protagonista
dell’intero film; sembra infatti, al di là della storia narrata, di
passare continuamente dinanzi a vetrine, in cui vengono volutamente
esibiti, con frequenza ed alternanza maniacale abiti (dei più belli),
sempre nuovi e diversi, scarpe, accessori, delle griffe più
prestigiose, naturalmente Prada, ma anche Chanel, Valentino, Galliano,
Donna Karan, che volutamente diventano protagonisti di inquadrature e
scene. Quale
migliore occasione per potersi immedesimare e credere di vivere in un
mondo così magico, che nella realtà risulta così irraggiungibile? Grazie
all’esperienza di Andy saremo
tutti meno cinici nel giudicare la moda, perché avremmo constatato
che è il risultato della dedizione, del lavoro, della passione e
soprattutto dei sacrifici di coloro che sono disposti a vendere
la propria anima al “diavolo” pur di seguirla e renderla
perfetta. In
fondo Miranda conclude: “Tutti vorrebbero essere noi”, ma solo per
come appariamo,sicuramente non per quello che realmente siamo. Si
tratta di scelte da prendere, di una vita divisa, di una medaglia con
due facce, di una realtà a doppio taglio che tanto può darti, ma tanto
ti chiede! Buona visione! |
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