Galateo delle feste: i biglietti di ringraziamento
Probabilmente molti di noi non hanno mai pensato di inviare un biglietto di ringraziamento in tutta la loro vita; ma alla anziana parente che tutti gli anni ci manda un pensiero, e che rimane tuttora estranea al concetto di email, un biglietto carino da conservare sarà sicuramente più gradito che una veloce ed effimera telefonata.
Scrivere un biglietto è un modo per rendere la propria gratitudine tangibile, e per riportare in auge quelle “buone maniere” che tendono a venire meno. Le persone che lo ricevono si sentono più apprezzate, e probabilmente miglioreranno la qualità dei regali successivi. E se il regalo non ci è piaciuto, o è stato platealmente riciclato, o è ridicolmente lontano dai nostri gusti? Il biglietto di ringraziamento deve essere comunque inviato al mittente.
L’occorrente per il biglietto è una carta da lettere o anche una cartolina graziosa; da evitare i biglietti con messaggi prestampati e gli inchiostri troppo colorati: vanno bene il blu o il nero. Il biglietto va scritto a mano: riservate alle email la scrittura digitale. I biglietti vanno tenuti in bella vista in un luogo facilmente accessibile, come la scrivania del proprio ufficio, o si rischia di dimenticarsene e lasciare passare troppo tempo.
Cosa scrivere? Si parte ovviamente con il saluto, come: “Cara zia Paola”; la gente ama sentir pronunciare il proprio nome, e ama anche vederlo scritto su un biglietto. Segue il ringraziamento per il regalo ricevuto “ti ringrazio molto per le pantofole”; evitate la formula “ti scrivo per ringraziarti”, visto che si tratta di un’affermazione ovvia. Mai citare apertamente il denaro, anche se il regalo è consistito nella classica “busta”; in questo caso meglio optare per “ti ringrazio tanto per la tua generosità” o per “la tua gentilezza”. L’apprezzamento nei confronti del regalo va poi argomentato: nel caso delle pantofole si può lodare quanto tengano caldo durante l’inverno, o la comodità che ci spinge a toglierle solo sotto la doccia: le indosseremmo anche in ufficio se sapessimo di poter farla franca. Un apprezzamento che deve essere spiritoso e non troppo enfatico, soprattutto se si tratta di un pensierino. Nel caso del denaro, si può alludere all’utilizzo finale della somma “sarà un grande aiuto per acquistare il necessario per la nuova casa”. Si passa poi ad una frase relativa al vostro rapporto con il donatore; se è una persona che vedete saltuariamente, potete alludere alle vostre passate e future occasioni di incontro “è stato bello rivederti questo Natale, e spero che succeda nuovamente al mio compleanno nel mese di marzo”. Se si tratta di un amico che frequentate abitualmente “Ti chiamo presto, ma ho voluto prendermi un po’ di tempo per dirti grazie”. Se non vi vedete quasi mai “Sei nei miei pensieri e spero che tu te la passi bene”. Concludete con un “Grazie ancora per il regalo” , i saluti e firma.
Laura Losi
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