17 dicembre 2006 ~ scrivi un commento

Cosa mangiare durante la pausa in ufficio?


di Elisabetta Gianfelice

Secondo dati statistici sono circa 2 milioni gli italiani, in media di età  compresa tra i 25 e 44 anni, che durante la settimana regolarmente consuma il pranzo fuori casa, vuoi per motivi di lavoro, vuoi per studio.

Infatti per quanto breve o lunga sia la pausa è fondamentale scegliere l’alimentazione più adeguata, non solo per affrontare le lunghissime restanti ore pomeridiane svegli, ma anche per non affaticare il nostro cervello ed evitare di alterare gli equilibri del nostro organismo.

Varie sono le possibilità  che ci si presentano: dalle mense aziendali, ai punti di ristorazione per fugaci pietanze, ai bar per dei panini “rinsecchiti”, alle pizzerie per coloro che non riescono a rinunciare alla pizza.

  • Come prima regola è importante non consumare i pasti di fretta, poichà© per avere una buona digestione è necessario stare seduti; inoltre eliminare lo stato d’ansia aiuta a raggiungere un maggiore senso di sazietà  ed evitare che quel boccone mangiato di fretta diventi un macigno nel nostro stomaco.
  • Il lavoro non deve mai prevalere sulla pausa e togliere tempo al pranzo. Il digiuno è sconsigliato, perchà© non rifornendo l’organismo di energia, si verificano cali di prestazioni sul lavoro e aumento dell’appetito verso le ore serali della giornata, con conseguente impossibilità  di smaltimento.
  • Fondamentale è non rinunciare mai la frutta e verdura.
  • Per chi scegliesse il bar è meglio evitare i cibi pronti scaldati nel microonde, spesso molto ricchi di grassi ed esaltatori di gusto.
  • Chi pranza nelle mense aziendali o punti di ristorazione non deve esagerare con le porzioni: sono sufficienti 80 g di pasta o riso, associato a 150 g di pesce o 70-100 di carne, e 250g di verdura cotta o 50g di insalata. Il dessert solo se non si è scelto un pranzo completo.
  • Il panino può andare anche bene, ma è fondamentale che non sia sempre lo stesso: per la farcitura alternare prosciutto crudo, mozzarella, pomodoro, tonno, melanzane, spinaci, broccoli, frittata. Per il tipo di pane: i tramezzini sono da evitare perchà© per renderli più saporiti si ricorre a salse come la maionese che li rendono molto grassi, preferibile invece è il pane casereccio e quello integrale, inumiditi con un filo d’olio d’oliva.
  • Per le bevande in assoluto è da preferire l’acqua naturale alle bibite gassate e zuccherine. Se si è abituati e se il pranzo è stato un po’ pesante ci si può concedere un bicchiere di vino o birra.
L’importanza di una adeguata alimentazione è stata sponsorizzata anche da una catena di ristorazione, Brek, leader del self-service urbano, che ha promosso una campagna pubblicitaria e di sensibilizzazione per la riscoperta delle sane abitudini a tavola, distribuendo deplians, piatti colorati in base al tipo di alimento: (arancione per i carboidrati, verde per le vitamine, azzurro per le proteine), ricordando sulle tovagliette e nello slogan “Componi il tuo vassoio scegliendo c+v+p”, di non far mancare nei pasti un apporto adeguato di carboidrati (cereali, pasta, patate, pane), vitamine (frutta e verdura) e proteine (carne, pesce, legumi, latte..), suggerendo anche le combinazioni migliori per un pasto calibrato e in aggiunta proponendo dei premi per i clienti capaci di comporre il vassoio perfetto!

Infine vorrei consigliarvi un libro, “Il benessere in ufficio” (di Irma D’Arla, pagg.226, Baldini Castaldi Dalai, 14,50) che può offrirvi validi suggerimenti sulla gestione della vita d’ufficio, su come affrontarla meglio, sull’alimentazione da seguire, da cui dipendono la nostra serenità  e il nostro equilibrio psico-fisico.


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