Cenerentola e gli 007 nani: che ne è stato della favola?
di Laura Losi
Il 7 marzo uscirà nelle sale italiane il nuovo film d’animazione in 3D “Cenerentola e gli 007 nani“, dagli stessi produttori di Shrek e Shrek 2; il nuovo film è stato definito da molti giornali come la “riscossa dei cattivi” nella fiaba.

In barba ai buoni sentimenti, alla morale e al lieto fine, tutti ingredienti costanti delle fiabe di disneyana memoria, “Cenerentola e gli 007 nani” prende le file dall’alleanza tra i grandi cattivoni, capeggiati dalla leader Matrigna, in seguito alla dipartita per una vacanza del Mago che governa il Paese delle Fiabe. L’obiettivo delle forze maligne è la conquista del Paese e la trasformazione di ogni favola a lieto fine in “mai più felici e contenti – come recita anche il titolo originale “Happily N’Ever After“. Anche la candida protagonista Cenerentola aka Ella deve adeguarsi alla situazione, abbandonando balli, principi azzurri e sogni romantici per mettersi all’opera e contrastare la Matrigna. D’altro canto Ella stessa non è più la principessa senza macchia, che giura eterno amore al principe dopo averlo visto una sola volta (vedi Biancaneve, Cenerentola, Sirenetta e molte altre colleghe). In “Cenerentola e gli 007 nani” la protagonista si destreggia tra due diversi uomini, nella fattispecie un principe e uno… sguattero.
La nuova pellicola si diverte a spostare continuamente la bilancia che regola il bene e il male, mixando e stravolgendo elementi da Pollicino, Raperonzolo, Biancaneve e La Bella Addormentata. “Cenerentola e gli 007 nani” non è certo un esperimento nuovo in tal senso, basti pensare agli stessi “Shrek”. La novità sembrerebbe essere riposta, stavolta, nella raffigurazione di personaggi assolutamente unici a livello caratteriale e fisico; i disegni sono poi realizzati in una sorta di compromesso tra le immagini 3D (apprezzate dalle ultime generazioni ma ancora indigeste ad alcuni tra le vecchie leve) con lo stile 2D tipico dei cartoni animati del passato.
Parlando della trama, viene spontaneo ricordare il precedente invernale “Come d’incanto” per quanto riguarda l’idea di svecchiare i tradizionali elementi della favola. In “Come d’Incanto” il Principe e la Principessa si ritrovavano catapultati dalla perfida matrigna a New York e, spogliati di castelli incantati, casette nel bosco e simpatici animaletti canterini, si rivelavano in tutta la loro inadeguatezza. In modo piuttosto spietato, “Come d’incanto” aveva infranto la barriera tra il mondo reale e il mondo delle fiabe, quel necessario filtro di cui tutti noi automaticamente ci dotiamo quando decidiamo di tornare bambini per una o due ore. La principessa si metteva improvvisamente a cantare a squarciagola in mezzo ai giardini pubblici, oppure per fare le pulizie richiamava gli animali presenti sulla piazza, ovvero ratti e piccioni; mentre il suo principe sfidava a duello un autobus.
La favola, insomma, sembra sempre più bisognosa di adattarsi ai tempi che corrono, e di coniugare elementi della vita reale con quelli di pura utopia fiabesca. La realtà ha invaso il Paese delle Fiabe allo stesso modo della Matrigna cattiva di “Cenerentola e i 007 nani”, e la spada del principe risulta anche stavolta poco più di un giocattolo abbastanza improbabile.
Leggi anche: Biancaneve e gli 007 nani su vcd.it
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marzo 12th, 2008 at 11:57
bellissimo…