|
|
12 MESI PER OGNI OCCASIONEdi Laura Losi
Se
avete deciso di regalare a qualcuno un calendario (probabilmente perchè
siete a corto di idee) ecco una miniguida
per non confondere l’originalità
con il cattivo gusto: Il
calendario della ...ina: veline,
schedine, letterine, prezzemoline, grandifratelline e via dicendo sono
adatte all’amico ventenne universitario che abita con coetanei ad alto
tasso di testosterone. Non cadete nell’errore di fare un regalo
“simpatico” all’amico trentenne con due lauree: non vi parlerebbe
più. Il
calendario del cucito/ricamo/uncinetto:
niente da fare. Non commettete l’errore di pensare che le signore over
50 siano tutte interessate alla materia, anzi! Si offenderebbero
pensando che state dando loro delle anziane pensionate nullafacenti. La
maggior parte ha ben altri interessi e apprezzerebbe senz’altro di più
un bel fusto tangato. Il
calendario hollywoodiano: prevede
il classico nascondersi dietro al dito del “nudo artistico”, poichè
qualsiasi divo di Hollywood possiede un ricchissimo repertorio di foto
belle e artistiche, da vestito. Perfetto se avete un amico che da sempre
si professa fan accanito di una
star: probabilmente lo desidera da morire, e in questo modo avrà pure
l’alibi che il calendario gli è stato regalato. Il
calendario degli animali:
se sono cuccioli va bene per la sorellina cinquenne del vostro
fidanzato. Out per l’amica che si esibisce in gridolini inteneriti
appena vede un piccolo esemplare di animale in fasce: è tutta una
finta. Dopo i vent’anni in genere i veri interessi sono altri. Il
calendario della natura/dei paesaggi:
totalmente inutile, va benissimo per un conoscente/collega di
lavoro/lontano parente con il quale avete il terrore di fare brutta
figura. Così non correte rischi: di sicuro non ne sarà entusiasta, ma
non avrà elementi per criticarvi, e se soltanto una volta gli avete
sentito citare un posto che gli piace e gli avrete regalato il relativo
calendario, farete pure la figura di avergli fatto un regalo
personalizzato. Il
calendario benefico: se volete
fare beneficenza e pensate che i quei calendari il cui ricavato andrà a
questa o quella lodevole iniziativa siano una buona occasione,
comprateli e... teneteveli. La beneficenza è un fatto personale: non è
giusto regalare agli altri un oggetto che non siamo sicuri che possa
piacere privandoli di un altro dono, anche di valore inferiore, ma che
sarebbe più gradito. Il
calendario del bellone: se vi
sentite così emancipate da sciogliere il tabù
gli-uomini-possono-guardare-le-donne-nude-le-donne-no, niente vi
autorizza a pensare che l’amica alla quale avete deciso di regalare il
calendario di Raul Bova senza veli sia altrettanto pronta. Probabilmente
lo nasconderà sotto al materasso e lo tirerà fuori solo quando andate
a trovarla, e, se glielo becca il fidanzato, sarete responsabili di uno
scontro a fuoco. In Italia non siamo ancora pronti.
|
||