Appuntamenti a due: guida semiseria ai potenziali disastri e ai modi di evitarli
Se i primi appuntamenti si risolvono in un disastro, questo non vuol dire che anche il resto della relazione lo farà. Tuttavia, certe situazioni possono creare una fitta coltre di imbarazzo molto difficile da dissipare.
Gli artisti dell’aggancio
Il nostro accompagnatore può rivelarsi una persona che fa dell’aggancio una professione, o più semplicemente disperata, ma il sospetto che ci sia qualcosa che non va si insinua nella nostra mente quando iniziamo ad accorgerci che non fa altro che annuire, essere d’accordo con noi e acconsentire ad ogni nostra richiesta. Più che interessato a conoscerci meglio e ad un equo scambio di opinioni e di vedute, sembra ansioso di garantirsi ad ogni costo una continuazione della serata.
Il prestigiatore del portafogli
Lui ha dimenticato il portafogli: se accade una volta, nulla di male. La seconda potrebbe essere una tragica coincidenza che può dipendere dal fatto che è nervoso al pensiero di vederci. Ma se la cosa va avanti, iniziamo a pensare che, se non è disposto a investire nemmeno pochi euro in un appuntamento con noi, forse anche l’impegno emotivo sarà della medesima entità.
Il pantofolaio
Al primo appuntamento ci ha colto di sorpresa proponendo una serata a base di coccole, divano e pizza a domicilio. Idea che, sul momento, ci è sembrata romanticissima; ma, al terzo appuntamento in pigiama e pantofole, non ne siamo più così convinte: piuttosto sembra che ci abbia già trasformate in una sorta di miscuglio tra mamma, sorella e moglie-da-vent’anni.
Il ritardatario
Il ritardatario cronico si riconosce dopo pochi appuntamenti, quando finalmente capiamo che il suo minimo sindacale si aggira intorno ai 15-20 minuti. Se tutto il resto va bene, è un atteggiamento che si può sopportare, certo. Finchè non iniziamo a pensare che, probabilmente, lui crede che il suo tempo sia più importante del vostro. O che vi reputa ai suoi piedi, visto che non si prende la briga di avvisare del ritardo. E chissà quanto tempo sprecheremmo in sua attesa se la relazione durasse mesi o anni… Ecco, ci stiamo già avviando lentamente verso casa.
Se l’appuntamento, poi, si rivelasse davvero insopportabilmente disastroso, ricordiamoci che la via per uscirne c’è sempre. La tecnica della chiamata d’emergenza, ad esempio, l’abbiamo vista fare in almeno una decina tra film e telefilm: basta mettersi d’accordo con un solerte amico il quale dovrà imbeccato da un veloce sms o da uno squillo – tutte operazioni da svolgere in totale discrezione, magari con le mani sotto il tavolo. Anche la semplice fuga può essere una via percorribile: semplicemente, approfittiamo di un momento di distrazione del nostro pessimo accompagnatore per guadagnare l’uscita – calarsi dalla finestra del bagno può essere complicato e dovrebbe esser preso in considerazione solo se si è a corto di opzioni. Una volta all’esterno, nascondiamo le nostre caratteristiche distintive e aggiungiamo e togliamo capi e accessori (tra quelli che funzionano meglio segnaliamo occhiali da sole o da vista e cappelli vistosi). Ultima ma non ultima soluzione, parlare chiaro, a costo di essere rudi e di buttare al vento le buone maniere, sperando che il nostro interlocutore resti così umiliato o disgustato da non volerci più vedere nemmeno in fotografia.
E per voi quali sono stati i peggiori disastri del primo appuntamento?
Laura Losi
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